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EFOY 1600 e 1200 |
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La produzione di energia è stata affidata a due pile a combustibile Efoy 1600 e 1200.
Potremmo definirlo la
scatola magica:
esterno argento metallizzato,
dimensioni non eccessive, peso contenuto
in poco più di sette
chilogrammi. La prima
impressione, aprendo l’imballaggio che
contiene l’Efoy, è questa.
La pila a combustibile capace di
assicurare autonomia energetica
in maniera silenziosa ed
ecologica si presenta ai nostri occhi
accompagnata da tutti gli strumenti di
cui necessita per l’installazione:
pannello di comando digitale, set di
cavi di collegamento con la batteria dei
servizi e tubi di scarico per l’anidride
carbonica e l’acqua prodotta.
Prodotto in Germania da SFC – Smart Fuel
Cell – leader mondiale nel settore delle
pile a combustibile, e distribuito in
Italia da Webasto, Efoy è una piccola
centrale capace di produrre corrente
utilizzando metanolo. Chiamato anche
alcol metilico, questo combustibile ha
una molecola caratterizzata da un atomo
di carbonio posizionato al centro di un
tetraedro i cui vertici sono occupati da
un atomo di ossigeno e da tre atomi di
idrogeno direttamente legati ad esso.
Il corpo centrale delle pile a
combustibile è lo Stack: consiste in
cellule individuali ognuna composta da
un anodo, da un catodo e da una membrana
che serve da elettrolita per separare
l’uno dall’altro anodo e catodo.
Attraverso questa membrana si diffondono
i protoni (particelle elettriche a
carica positiva). Dalla parte dell’anodo
sono fatti passare acqua e metanolo,
dalla parte del catodo invece è condotto
l’ossigeno. Durante la reazione
sull’anodo si producono ioni H+,
elettroni liberi e, come prodotto della
reazione, il diossido di carbonio (CO2).
I protoni possono attraversare la
membrana mentre gli elettroni sono
costretti a passare attraverso un
circuito raccordato verso il catodo,
producendo corrente. Sul catodo, gli
ioni H+ reagiscono con l’ossigeno per
produrre vapore acqueo. L’energia
prodotta è immessa direttamente nelle
batterie di bordo: in questo modo è
possibile mantenerle sempre cariche
compensando gli assorbimenti dovuti
all’utilizzo delle utenze del veicolo.
Acronimo di Energy FOr You, Efoy può
lavorare in modalità automatica o
manuale. Nel primo caso la pila a
combustibile si avvia spontaneamente
quando la tensione della o delle
batterie alle quali è collegata scende
sotto i 12,3 volt per poi ritornare in
stand-by una volta che questa ha
raggiunto i 14,3volt. Avviato
manualmente, Efoy si occuperà solo di
portare la tensione a 14,3volt prima di
passare alla modalità stand by.
Il funzionamento è estremamente
silenzioso: tutto ciò che si avverte,
infatti, è il fruscio delle due
ventoline di raffreddamento (23 db a 7
metri di distanza). Il risultato della
scissione molecolare del combustibile
inoltre è una modesta quantità di
diossido di carbonio (volgarmente
chiamata anidride carbonica) e acqua.
Efoy è disponibile in quattro versioni:
600, 900, 1200 e 1600. La sigla numerica
indica la potenza massima in Watt che la
pila a combustibile è in grado di
sviluppare.
Il più piccolo degli Efoy, il 600,
assicura una produzione massima
giornaliera di 50 Ah (carica 2,1Ah); il
900
produce 75 Ah al giorno (3,1Ah di
carica), il 1200 fornisce 100 Ah (carica
4,2Ah) mentre il 1600 è in grado di
sviluppare ben 130 Ah al giorno (5,4Ah
di carica).
Sono
proprio le due versioni più potenti,
Efoy 1200 ed Efoy 1600, che abbiamo
avuto occasione di provare durante
Lapland WinterXperience: 35 giorni di
viaggio oltre il Circolo Polare Artico
nel mezzo dell’inverno con due veicoli
equipaggiati di tutto punto.
L’Efoy 1200 è stato montato su un Hobby
Toskana 615 Ak GFLC. La pila a
combustile, associata a due batterie
servizi al gel ciascuna da 80 Ah, doveva
fornire energia sufficiente ad
alimentare i servizi di bordo durante le
circa 20 ore giornaliere di notte
polare: oltre all’illuminazione interna
(alogena), Efoy ha alimentato due
sistemi di riscaldamento (Truma Combi 6
e Webasto AirTop 3900 Evo) e un inverter
da 150W utilizzato per l’alimentazione e
la ricarica di apparecchiature
elettroniche.
L’Efoy 1600, impiegato su un RMB White
Star 740 HD, è stato associato a una
batteria al gel da 150 Ah e si è
occupato di fornire adeguata
alimentazione ai sistemi di
riscaldamento (Alde Compact 3000,
Webasto ThermoTop C e Webasto AirTop
2000), illuminazione interna (a led e
alogena) oltre che a diverse
apparecchiature elettroniche (antenna
satellitare, decoder e tv lcd, inverter
350W).
Perché Efoy
Nel progettare un viaggio nel cuore
dell’inverno oltre il Circolo Polare
Artico ci è apparso subito fondamentale
poter assicurare un’adeguata autonomia
elettrica a tutti i sistemi di bordo.
Dovendo affrontare temperature
potenzialmente proibitive e con
pochissime ore di luce al giorno, è
stato chiaro sin dal principio che per
poter affrontare la sfida era necessario
che tutte le apparecchiature dei nostri
veicoli potessero e dovessero funzionare
al meglio.
Occorreva
quindi fornire loro un’alimentazione
adeguata anche in sosta poiché il numero
estremamente esiguo di campeggi e gli
elevati assorbimenti dettati
dall’utilizzo costante di almeno un
sistema di riscaldamento e
dell’illuminazione interna su ciascun
veicolo giocavano pesantemente a sfavore
della gestione dell’autonomia di bordo.
La scelta di installare i due Efoy è
stata compiuta alla luce di tutto ciò e
in considerazione dell’utilizzo
intensivo che si aveva davanti: rispetto
pur alla notevole potenza disponibile
installando un generatore con motore a
scoppio, Efoy era in grado di garantirci
un’autonomia basata su un’erogazione
continuativa e costante in maniera
silenziosa in grado di mantenere nelle
batterie una tensione ottimale.
Le
dimensioni e il peso contenuto, poi,
hanno giocato decisamente a favore della
pila a combustibile.
In viaggio e in sosta
Lapland WinterXperience ci ha condotto
nel cuore della Lapponia: abbiamo
percorso, in totale, più di ottomila
chilometri. Di questi la metà su fondo
stradale innevato o ghiacciato. In
queste condizioni la velocità è ridotta,
così come il numero di giri del motore:
se sommiamo questo all’utilizzo costante
di luci anabbaglianti e sistemi di
riscaldamento sia per la motrice che per
la cellula è facile intuire come ciò
possa ripercuotersi sull’effettiva
ricarica delle batterie in marcia.
Arrivati a destinazione, a seconda delle
condizioni climatiche esterne e del
conseguente lavoro più o meno assiduo
dei sistemi di riscaldamento, l’Efoy,
lasciato in modalità di funzionamento
automatica, si avviava generalmente
entro le due ore successive alla sosta.
Come detto, infatti, in questa modalità
l’apparecchio entra in funzione quando
la tensione della batteria a cui è
collegato scende al di sotto dei 12,3v.
Tramite il pannello di comando con
display digitale è possibile monitorare
sia la tensione della batteria, sia la
corrente erogata in tempo reale.
Un’altra funzione consiste nella
visualizzazione delle ore totali di
funzionamento: all’inizio della nostra
prova, entrambi gli Efoy, nuovi,
segnavano sei ore di funzionamento.
Un mese più tardi, al rientro dalla
Lapponia, l’Efoy 1200 indicava 277 ore
di funzionamento: in questo periodo ha
prodotto circa 1154 Ah in 27 giorni:
occorre però precisare che di questi 8
notti sono state trascorse in campeggio
con allacciamento alla rete elettrica.
Questo per le evidenti difficoltà di
carico e soprattutto di scarico delle
acque possibile solo in tali strutture.
Rimangono quindi 19 giorni di utilizzo
pieno e totale dell’Efoy per circa 500 h
complessive (occorre precisare che i
campeggi sono stati utilizzati solo per
la notte). La pila a combustibile ha
lavorato quindi 277h su circa 500, il
55,4%, consumando 12 litri di metanolo.
L’Efoy 1200 ha lavorato quindi per circa
13 ore e mezza ogni giorno: nel resto
del tempo l’energia ai sistemi di bordo
è stata fornita durante i trasferimenti
dall’alternatore del veicolo (6, 7 ore
circa al giorno) mentre durante le soste
l’alimentazione è dipesa dalle due
batterie servizi.
Si è realizzato un ottimo equilibrio
energetico: considerando che il Webasto
AirTop EVO 3900 (che assorbe mediamente
2,5Ah) è stato utilizzato 24h/24, luci e
altre apparecchiature elettroniche per
almeno 15h al giorno, pur in presenza di
condizioni decisamente gravose siamo
sempre rimasti entro gli ampi limiti di
sicurezza forniti dall’Efoy 1200. I 4,2
Ah costantemente prodotti, infatti, si
sono dimostrati più che sufficienti ad
alimentare le riserve di bordo.
L’Efoy 1600 è stato impiegato nelle
stesse condizioni: ha lavorato per 253
ore producendo circa 1370Ah in 37
giorni. Le notti in campeggio con
allacciamento a rete sono state 14.
Sommando le ore residue ai giorni di
pieno funzionamento (23) rimangono 648
ore complessive. Di queste l’Efoy ha
lavorato 253 ore, il 39%, con un consumo
di 14 litri di metanolo.
L’Efoy 1600 ha lavorato quindi per circa
9 ore e mezzo ogni giorno. Il bilancio
energetico, ampiamente in attivo, è
rimasto tale anche utilizzando
contemporaneamente due riscaldatori a
gasolio (Webasto AirTop2000 e ThermoTop
C) oltre naturalmente ai sistemi di
bordo. Avendo un consumo a pieno regime
di 1,8Ah (AT2000) e di 2,7Ah (TT C), pur
arrivando a rasentare i 4,5Ah di consumo
erano ampiamente compensati dai 5,4Ah
prodotti dall’Efoy 1600.
L’autosufficienza fornita dalle pile a
combustibile Efoy è dunque assai ampia:
pur non avendo lesinato sull’utilizzo di
alcun sistema di bordo, il bilancio
energetico è sempre rimasto in attivo.
Anche nel caso di superamento in
assorbimento della soglia di energia
prodotta dai due Efoy (4,2 e 5,4Ah), è
possibile attingere alle riserve della
batteria di bordo che continua ad essere
alimentata. Sarà sufficiente ridurre poi
i consumi elettrici (ad esempio la sera,
andando a dormire) perché il bilancio
energetico torni pesantemente in attivo.
Sicurezza ed ecologia
L’Efoy 1200 è stato installato nel
garage dell’Hobby, in un vano protetto e
sufficientemente aerato. Nell’RMB l’Efoy
1600 ha trovato spazio internamente,
sotto al frigo. In entrambi i casi
l’evacuazione del CO2 e del vapore
acqueo prodotti sono stati convogliati
esternamente a pavimento utilizzando i
tubi e le griglie forniti da SFC nel kit
di montaggio.
Come detto, Efoy trasforma metanolo in
diossido di carbonio e acqua. Nessun
problema con il
metanolo, tossico per inalazione
e contatto e i cui vapori sono
esplosivi: grazie all’utilizzo di
taniche sigillate è impossibile
manipolare il combustibile. Le taniche
sono disponibili in due formati, M5 da 5
litri e M10 da 10. Si tratta di cartucce
monouso sigillate contro eventuali
fuoriuscite e rabbocchi.
Il sistema di pescaggio del metanolo è
risultato efficace: la quantità che
rimane sul fondo delle taniche è davvero
esigua, poco più di un cucchiaio. Le
taniche vuote vanno smaltite in maniera
compatibile con l’ambiente,
consegnandole cioè alle isole ecologiche
così come si fa per i prodotti chimici.
Il pannello di comando con display
digitale è fornito anche di
autodiagnosi: avverte, tramite led
rosso, di un eventuale malfunzionamento
dell’Efoy segnalandone l’origine tramite
un codice. E’ sufficiente aprire il
manuale di utilizzo per ritrovare la
completa legenda dei codici di errore.
Sempre tramite led, ma questa volta
color arancio, il display avverte
dell’esaurimento del combustibile. Sarà
quindi sufficiente sostituire la
cartuccia e resettare il sistema per
poterlo avviare nuovamente. L’avvio
della pila a combustibile prevede una
corrente minima disponibile di 10,8volt
mentre il range di temperatura al quale
l’Efoy può funzionare è compreso tra -20
e 40°C.
La modalità antigelo permette poi alla
pila a combustibile di avviarsi per
qualche minuto e mantenere una
temperatura minima al di sopra dei 3°C:
questo permette di salvaguardarne
l’efficacia qualora non si preferisca
rimuoverlo e riporlo in un luogo
protetto.
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