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25 Dicembre 2008 Saariselka - Inari |
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SAARISELKA
Cielo nuvoloso.
Nevischia: un nevischio ventato, gelido.
La temperatura è di 8 gradi sotto lo zero e vi è
un mezza bufera di neve. Ci sfrecciano intorno un bel po’ di motoslitte che in fila partono cariche per le gite.
E’ tutto
meravigliosamente bianco: c’è tormenta
di neve, ma dentro il camper
fa un bel caldo. Immagini
artiche: il vento soffia la neve
sull’asfalto sollevandola. Ai lati della
strada
alberi bianchi pietrificati
dal gelo si agitano al vento. La
strada è ghiacciata
ma non è ancora completamente
bianca.
Lasciata Saariselka ci siamo rimessi in viaggio per raggiungere Ivalo e, quindi, Inari. La leggera nevicata notturna, unita al vento, ha pulito un po' la strada. Abbiamo cercato di sfruttare al meglio le ore di luce a disposizione utilizzandole per i trasferimenti. La strada che conduce a Inari è sempre la E75 e si snoda tra colline, foreste e laghi. Ne abbiamo costeggiato alcuni molto grandi e completamente ghiacciati. Ivalo, un paese di 3000 anime, ci ha ricordato con le insegne degli esercizi commerciali in doppia lingua, finlandese e cirillico, che la Russia è vicina. Il confine, lì, è a soli 49 km. E' una piccola cittadina ricca di edifici commerciali e di distributori di carburante. Quasi nascosta tra questi vi è una rotonda: l'indicazione dice "Murmansk"... E' la città Russa che ospita la base dei sottomarini nucleari resi famosi dal tragico episodio del Kursk. Abbiamo proseguito oltre raggiungendo Inari. La velocità di percorrenza, rispetto a ieri, si è abbassata a un 50, 60 km/h. Il vento e la neve che si depositava curva dopo curva sul ghiaccio fresato del fondo stradale ci hanno suggerito una guida particolarmente accorta. IVALO: la città dei cercatori d’oro. Superiamo un fiume completamente ghiacciato: 49 km al confine con la Russia e c’è già l’indicazione per Murmansk. Qui c’è meno neve rispetto a Saariselka. I nostri camper e le macchine che incrociamo sollevano nuvole di polvere bianca sulla strada. Incominciano i saliscendi, ma i camper si comportano bene. Solo 350 km a Nordkapp! A destra un lungo e grande lago quasi tutto ghiacciato, tranne nella parte vicina a una centrale elettrica, dove l’acqua ha un colore scurissimo, quasi nero. La strada costeggia il lago: è il navigatore che in questo panorama uniformemente bianco ci aiuta a “vedere” i laghi. La strada quasi ormai bianca, alla fine di una piccola discesa attraversa un altro lago: fuori infuria il vento che sposta la neve. Oggi niente renne sulla strada: evidentemente sono tutte occupate per le …slitte di Babbo Natale!!Arrivati a Inari, Anar in lappone, un piccolo villaggio di 500 abitanti, principale comunità Sami della regione, ci siamo diretti al SIIDA, il museo della storia e della cultura Lappone. Come è facile immaginare, però, a Natale è chiuso. Il tempo è nuvoloso con un fastidioso vento da ovest mentre la temperatura è di -5°C.
A Inari abbiamo trovato il campeggio aperto. Caso raro e dovuto al fatto che l'abitazione dei titolari si trova... nel campeggio! Il cielo un poco plumbeo ci ha però regalato qualche colore magico: alle 14,30, infatti, abbiamo assistito da lontano ad un tramonto decisamente suggestivo. Ce lo siamo goduto sul ponte, unico spiraglio presente qui in mezzo a tutte queste belle foreste. La signora del campeggio mi ha ricordato un episodio carino accaduto lo scorso anno in Norvegia, a Kautokeino. Malgrado siamo in pieno inverno, infatti, è uscita di casa a piedi nudi nella neve per farmi vedere le piazzole a nostra disposizione!
Il campeggio si trova sul lago INARIJARVI, completamente ghiacciato. Il museo SIIDA sui Sami, nel cui parcheggio ci fermiamo per la sosta pranzo, è purtroppo chiuso e non aprirà forse nemmeno domani. Anche i magazzini di artigianato locale sono tutti chiusi ed è un peccato perché Inari è proprio un centro dell’autentico artigianato tradizionale lappone. |
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