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Lapland WinterXperience - dicembre 2008/gennaio 2009 26 Dicembre 2008
Inari - Karasjok

INARI, LOMAKYLA  HOLIDAY  VILLAGE

Tempo sereno, alba rosa sull’orizzonte. Anche questo Natale “artico” è passato.

Sergio va a provare l’ebbrezza della motoslitta, noi andiamo a vedere il museo SIIDA che dovrebbe essere aperto. Non è per niente freddo. Nella notte c’è stato un po’ di vento e Sergio dice che ha sentito la pioggia. Davanti ai nostri camper la lunga distesa bianca del lago INARIJARVI, che si distingue solo perché finiscono i boschetti che delimitano le rive.

La visita al museo inizia  con le splendide fotografie sul mar glaciale artico del fotografo norvegese Bjarne Riesto, dedicate alle coste norvegesi, tutte ispirate dalla natura artica. Il SIIDA, museo Sami e centro informazioni della Lapponia settentrionale offre splendide foto della natura e della cultura, video, diorama, sulla flora e sulla fauna, per ogni mese dell’anno, presentando in parallelo la natura e l’adattamento della popolazione autoctona Sami alle condizioni estreme del grande nord: è la presentazione del ciclo annuale della vita a questa alta latitudine. Altri pannelli che  partono  dall’era glaciale e arrivano fino ai nostri giorni  mostrano l’evoluzione storica delle popolazioni artiche collocandole all’interno delle grandi ere storiche. Un museo didattico molto interessante presenta le didascalie anche in inglese. Ha anche un museo all’aperto, dedicato alle diverse forme di abitazione tipiche del popola Sami, dai Sami pescatori ai Sami allevatori di renne.. Riusciamo a vedere le abitazioni immerse nella neve: i sentieri sono tracciati e battuti e ci permettono di fare un piccolo giro anche del museo all’aperto. Un museo veramente interessante che merita una visita e ci sembra quasi superiore  come metodologia all’Artikum di Rovaniemi.

Quando usciamo dal museo, alle 11 (12 ora locale) il cielo ha magnifiche tinte rosa sulle nuvole a forma di pecorelle.

Il cielo di Inari

Si parte per il confine con la Norvegia a KARISGANIEMI per arrivare a Karasjok. La temperatura è di zero gradi.  Laghi ghiacciati a destra e a sinistra. Passiamo i 69° gradi di latitudine nord. Il fondo stradale è ghiacciato ma non pone nessun problema particolare ai nostri autisti. Vediamo un bel gruppo di renne al pascolo nel bosco a sinistra dell’autostrada. Superiamo il bivio con la strada 971 che porta a Kirkenes. La temperatura è salita a +1°. Lasciamo la E75 per prendere la strada  per Karisganiemi: al confine con la Norvegia mancano 64 km . Sono le 11,42 e il cielo ha i colori di un magnifico tramonto. Colori del cielo eccezionali e riverberi rosati del cielo sulla neve. La temperatura è scesa a -2°. La strada è una lunga pista bianca che le ripide discese rendono ancora più suggestiva. Ci accompagna questa splendida luce rosata e vorresti non finisse tanto è piacevole: e invece di qui a poco arriverà il buio. Arriva una discesa da trampolino di sci: “ come ti porto a sciare il camper…! Sono discese mozzafiato ! E salite all’8% e al 10% su ghiaccio!  In questa landa deserta incontriamo una donna a piedi con un cane in prossimità di un gruppo di case. Il traffico è inesistente.

Di tanto in tanto eravamo spettatori della vita, quella vera, di questa terra magica: un branco di renne che cercava da mangiare pascolando tranquillamente lungo la strada. Ci si sente veramente partecipi di un qualcosa di grande quassù. Si riscopre un timore e un rispetto per la natura che non si dovrebbe mai dimenticare.

Il color rosa del cielo sta  impallidendo lentamente, diviene crepuscolare. Il vento sibila intorno al nostro camper mentre fermi su un ponte fotografiamo un fiume con i crostoni di ghiaccio  e l’acqua che scorre in mezzo. Il vento sferza la strada e rende il paesaggio veramente polare: ricorda le foto del fotografo Bjarne viste questa mattina al museo: dalla finzione alla realtà!! Vediamo le renne, ma scappano nella neve: forse il rumore  dei nostri motori, in questa immensa solitudine e nel silenzio della natura le ha spaventate.  Cielo rosa/rosso, anche se la luce sta diminuendo: sono le 12,40. Un eterno imbrunire accompagna il nostro viaggio. E’ bellissimo: sono due ore che questa luce rosa ci accompagna. Passiamo il ponte sul fiume che segna il confine con la Norvegia, fiume completamente ghiacciato. Ore 13,10: entriamo in Norvegia: c’è ancora un barlume di luce. Dopo la deserta landa finlandese questi primi chilometri norvegesi sono più abitati. La strada è di nuovo pulita.

Alle 13,30 arriviamo a KARASJOK, un villaggio di 3000 abitanti, capitale dei Sami norvegesi, perché in esso ha sede il Parlamento Sami, una biblioteca, una radio, un museo, un parco a tema, il SAPMI dedicato ai Sami.

Dopo pranzo Michel riesce  mettersi in contatto con la referente norvegese Johanna Unga, che ci fissa un appuntamento alle 16,30 per vedere il SAPMI PARK.  Ne approfittiamo per andare a vedere  prima la Gamlekirke, la chiesa più antica del Finmark, risale al 1807, ed è stata risparmiata dalla distruzione della seconda guerra mondiale. La chiesetta di legno bianco è illuminata in modo suggestivo, ma non tentiamo dia avvicinarci perché si sprofonda in 30 cm di neve!! Entrando in Norvegia abbiamo notato che le case non sono illuminate  come in Finlandia, poche anche le luminarie di Natale.

Karasjok, foto con la direttrice del museo, Johanna Unga

Parcheggiato il camper nel piazzale del Sapmi Park, che è stato aperto solo per noi (!!) (sulla porta di entrata i cartelli avvertono che  il museo è chiuso fino a lunedì 29 dicembre!), ci accoglie la sig.ra Johanna, che ci fa entrare per vedere il teatro magico, con una rappresentazione multimediale sulla cultura Sami: è la leggenda della renna bianca da cui sarebbe nato il mondo.  La rivediamo molto volentieri e ci incanta. All’entrata del museo troviamo esposte le tradizionali slitte utilizzate d’inverno dalle persone per camminare sulla neve, soprannominate subito: la slitta di “Pippi calze lunghe”: sono due semplici binari di ferro con una sedia sopra dove portano borse o anche bambini. Un piede poggia sul binario della slitta mentre l’altro spinge. Finita la rappresentazione facciamo un breve giro nel museo all’aperto immerso nella neve percorrendo i vialetti di neve battuta. C’è vento, ma non fa freddo.  Chiusa purtroppo fino a lunedì 29 anche la grande boutique di prodotti artigianali lapponi annessa al SAPMI.

Rimaniamo a dormire sul piazzale del museo, che resta comunque illuminato tutta la notte.

Karasjok, il Sapmi

Inari, l'alba
Inari, il SIIDA
Inari, il SIIDA
Inari, il SIIDA
Inari, il SIIDA
Salite e discese al 10% verso Karasjok
Si entra in Norvegia
Karasjok, il tramonto
Karasjok, la chiesa
Karasjok, il Sapmi
Karasjok, il Sapmi
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