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Lapland WinterXperience - dicembre 2008/gennaio 2009 29 Dicembre 2008
Karasjok - Kautokeino

KARASJOK, KARASJOK CAMPING

Il vento incessante che ci accompagna ormai da qualche giorno non ha mancato di cullare anche questa notte il nostro sonno. Il camping di Karasjok, caro, mal tenuto e con servizi che definire approssimativi è dir niente, al nostro arrivo ieri era ricoperto da qualche centimetro di soffice neve invernale. Neve bella, asciutta, di quella che si appiccica sotto le scarpe e che non ti bagna nemmeno per quanto è leggera. La temperatura alta e il vento caldo hanno trasformato questo spettacolo naturale in un pantano informe di ghiaccio sul quale era impossibile mantenere l’equilibrio. Questa notte il vento caldo ha sciolto qualcosa come venti centimetri di neve… Il suolo freddo, abituato ai rigori invernali, ha fatto il resto, ricongelando quel che Eolo scioglieva. Morale della favola: impossibile camminare e veicoli in grado di uscire dal camping grazie all’abbinata pneumatici chiodati e ASR.

Il ghiaccio sulla strada per Kautokeino

Non possiamo dire che il tempo ci abbia dato una mano. Avendo sottomano le previsioni del tempo per tutto il Finnmark e avendo constatato la persistente presenza di vento forte su tutta la tratta che ci separa da Nordkapp, abbiamo scelto la prudenza. Come gli alpinisti che si rendono conto che la meta è a 50 metri ma che di metri in più ne basta uno per non vederla più abbiamo deciso che quel grado di latitudine che ci separa dal tetto d’Europa rimarrà tale. 270 km con strade ricoperte da ghiaccio e vento con raffiche oltre i 40 nodi sono un rischio che non possiamo correre. Non abbiamo la possibilità di stare fermi giorni qui ad aspettare un miglioramento del tempo: il tempo passa e con lui anche quello a nostra disposizione per questa avventura. Rimane un po’ di tristezza per aver dovuto abbandonare a 160 km dalla meta. E’ una tristezza condita dall’inafferrabile sensazione della beffa ma anche mitigata dagli straordinari scenari ai quali abbiamo assistito lo stesso. Ci siamo fermati a 70° 10’ e qualche secondo. Mancava un solo grado, troppo poco per modificare significativamente gli scenari di fronte a noi ma troppo per i rischi che il percorrere queste strade in condizioni di meteo così avversa avrebbe comportato. Ci ricorderemo a lungo il campeggio fuori Lakselv al quale siamo arrivati immersi nella tempesta. Abbiamo guardato un poco il Mare Glaciale Artico con le ultime ore di luce. Appena fuori dalla strada si affondava in 20 cm di neve. La strada stessa continuava a essere ricoperta da neve fresca e al contempo portata da un forte vento. E’ stato splendido lo stesso. E’ stato uno spettacolo incredibile. E lo sarà ancora.”

Il forte vento caldo che ha fischiato intorno al camper tutta la notte ha sciolto la bella neve invernale che c’era al nostro arrivo ieri. E sotto l’acqua c’è il ghiaccio, cosicché si esce dal camper solo se necessario, per timore di scivolare. Questo è un altro dei limiti di questo viaggio: si vive molto sul camper non solo per i  lunghi periodi di viaggio, ma anche perché, quando si è fermi, spesso le condizioni della strada e degli stessi campeggi sono rischiose.. per la propria incolumità ! Come questo campeggio di Karasjok da 230 KN, compresa la connessione “debolissima”  a internet, servizi fatiscenti impraticabili ( abbiamo fatto le docce sul camper), scarsa illuminazione, e scarichi camper impraticabili.

Il cielo, nella scarsa luce delle nove del mattino, è pieno di nuvole grigio/nere, con qualche apertura più chiara. Purtroppo le temperature sono sopra lo zero: +3,5°. Ci spostiamo nel parcheggio del SAPMI per vedere se la connessione Internet è migliore.

Si fa rotta in direzione sud verso Kautokeino.

Se Lapponia doveva essere, che Lapponia sia! In questa terra meravigliosa, dura e affascinante, ci sentiamo un po’ a casa. E’ una sensazione strana, che si scontra con le pochissime ore di luce, il tempo inclemente, le strade ghiacciate, l’impossibilità di camminare se non a rischio di cadere. Ma è una sensazione che va a braccetto con albe e crepuscoli che nemmeno il più bel sogno potrebbe descrivere, con le renne che cercano il cibo scavando nella neve, con il silenzio rotto dal sibilo del vento, con il bianco del paesaggio rotto dai colori dei costumi Sami.

Della Lapponia abbiamo visitato Sodankyla, Inari, Kautokeino… Tutti i centri più importanti. Ne mancano ancora. E così ecco che la nostra strada si è diretta verso Kautokeino. 130 km percorsi viaggiano a 40 all’ora su un ghiaccio vetrato e a crostoni mitigato da un po’ di sabbia sparsa ogni tanto da qualche mezzo d’opera. Intorno a noi laghi, laghetti, pinete e betulle. Poca neve in certi punti, il vento caldo è passato anche qui. In compenso tanto ghiaccio. Si viaggia con prudenza e con un certo timore reverenziale. Abbiamo tanti cavalli sotto di noi, speriamo sempre di utilizzarli con giudizio. Lungo la strada incontriamo salite, discese, curve, lunghi rettilinei e poi ponti e ponticelli. E’ impossibile mantenere la destra, si viaggia al centro e ci si sposta per agevolare il transito di veicoli che provengono in direzione opposta o che superano. Non ci sono problemi però. L’unica difficoltà consiste nel tenere a lungo una grande concentrazione sulla strada e sul comportamento del veicolo.”

Vorremmo essere per la sera del 31 dicembre a Levi in campeggio. I camper superano l’impressionante salita lucida di ghiaccio che dal campeggio porta sulla strada 92 per Kautokeino.

Alle 10,30, dopo aver fatto una breve spesa alla COOP per spendere un po’ di corone norvegesi prendiamo la strada 92 per Kautokeino. Cielo in prevalenza nuvoloso.  Strada con lastroni di ghiaccio che richiede  una guida attenta  e prudente. La strada si snoda sul crinale  di una collinetta. superiamo la Engholm Husky, un allevamento da cani da slitta. Una renna ci attraversa di corsa la strada e scompare nella foresta. Qualche villaggetto di case rosse sparso sulle rive del fiume Karsajohka  quasi ghiacciato. La strada è un lungo nastro a strisce grigie e bianche  che si snoda all’interno di foreste nere. Il fiume con le sue isole d’acqua sciolta che si distinguono per le sfumature di più grigi in mezzo al bianco della neve ci accompagna nel viaggio: sono forse gli effetti di questo vento caldo. Paesaggio immobile, anche monotono, identico per chilometri, in cui le uniche “distrazioni” sono costituite dai veicoli che incrociamo. Nel cielo prima uniformemente grigio, compaiono striature rosa. Le pennellate di rosa nel cielo aumentano colorando di luce il cielo. E inizia uno spettacolo unico. Questi cieli e questi colori sono indimenticabili: ti si fissano dentro e rendono attraente un paesaggio di per sé monotono. La temperatura è scesa a zero gradi. Una sottile lingua dorata segna l’orizzonte terra/cielo: sembrano le sfumature di un pittore. Noto nei prati una roulotte abbandonata montata su una slitta. Un altro villaggetto di casette rosse con la sua chiesetta: poca neve, forse sciolta dalle temperature di questi giorni, sui prati di questa vasta pianura che stiamo attraversando quando entriamo nel territorio del comune di Kautokeino, cui mancano 70 km. Il fondo stradale è migliorato e si viaggia tutto su...ghiaccio!  Il cielo con le sue magie di rosa e grigio ci offre un film di incredibile bellezza, che dura quasi due ore. Un grande lago ghiacciato con i riverberi rosa del cielo sulla superficie bianca interrompe la monotonia della pianura: un angolo di natura da incanto in questa luce crepuscolare. Sono le 12,25: il cielo è tutto rosa, infuocato, quasi rosso. Sfumature spettacolari del tramonto. Anche la strada si colora di rosa. Altri laghi, non completamente ghiacciati. Ancora 50 km a Kautokeino e tanto ghiaccio di nuovo sulla strada tutta bianca  che si colora di rosa per la luce del tramonto.

Ogni tanto, in salita, la spia dell’ASR segnala che il nostro alleato lavora per noi. Bene così! Se la strada è tosta lo spettacolo della natura ripaga pienamente di ogni sforzo. A mezzogiorno il cielo inizia a colorarsi di rosa, poi di arancio e di rosso per un tramonto artico che non scorderemo più. Tutto assume queste tonalità e questi riflessi, perfino il ghiaccio sul quale viaggiamo. E’ un cielo infuocato di vita quello che saluta il giorno a queste latitudini in inverno. E’ la promessa che quella luce potente e maestosa, ma ora distante, da febbraio tornerà a scaldare questa terra con il proprio calore. Ci fermiamo spesso a fare qualche fotografia. Non si resiste in piedi dal ghiaccio, ma alla fine si trova comunque il modo di effettuare qualche scatto.

Da Karasjok a Kautokeino, meraviglie del cielo

Quando incrociamo la strada che congiunge Enontekio e Alta la situazione migliora: il maggior traffico ha “pulito” la strada e possiamo andare anche a 50, 60 all’ora.”

All’incrocio con la strada 93 che arriva da Alta, il cielo rosso colora il lago ghiacciato su cui passiamo: nessun aggettivo rende la bellezza della luce di questo momento. Sono le 13, mentre sostiamo sul ponte per fare le fotografie. Il cielo è infuocato, mentre aumenta l’oscurità. Si susseguono piccoli villaggi dalle finestre già illuminate, mentre la strada costeggia un lungo lago. A 10 km da Kautokeino ci accompagna sempre uno splendido cielo rosso fuoco: sono le 13,35 e il buio incombe!

Verso Kautokeino

Alle 13,40 arriviamo a KAUTOKEINO villaggio di 3000 anime e la cui popolazione è Sami all’85%. Temperatura: +1°. Il cielo regala ancora uno spettacolo incredibile: sono i titoli di coda, viola, che brillano nel blu più profondo.

Kautokeino

Come spesso accade da queste parti, anche a Kautokeino ogni attrazione turistica è chiusa in questo periodo: niente museo Sami (visto in estate, davvero bello), niente chiesa aperta (ma che ghiaccio per arrivarci), niente esposizione di gioielli in argento realizzati dai Sami (è chiusa fino al 3 gennaio). “

Nel buio il cielo blu/rosa conferisce al paesaggio un che di presepe, con le luci delle case accese. E’ questo lo spettacolo che ci godiamo dalle finestre del camper nel piazzale del museo, anche se il solito vento artico scuote il camper e ci costringe a spostarci.

Kautokeino è un paese lappone sperduto in un territorio affascinante e difficile. Inutile cercare finezze nelle costruzioni, inutile cercare il bello che appaga l’occhio. Tutto ciò che non combatte i rigori invernali non è considerato utile. Se però si ricerca la sostanza sacrificando la forma, allora ci sono buone possibilità di trovarlo. Si trova di tutto, compreso un alimentatore per il mio notebook, vitale per scrivere questo diario.

Kautokeino è un paese con le case disseminate sotto e sopra a una collina. Tra le due estremità corre il fiume. Le costruzioni sono semplici, non belle. Sono case dignitose ma credo confortevoli. Ci sono più motoslitte che automobili qui in questa stagione. La motoslitta, infatti, non ha bisogno del passaggio di uno spartineve per avanzare, si crea da sola la strada. Anche la gente che vive in questo territorio bello ma duro ha dovuto crearsi la propria strada. Per noi, abituati al chiasso delle città, ai colori scintillanti dei centri commerciali, alla moltitudine di persone in movimento, Kautokeino può sembrare un avamposto del deserto. Per chi vive qui, invece, Kautokeino è il mondo. E’ un paese pensato per i suoi abitanti, non per i turisti. Tutte le attrazioni turistiche, infatti, sono chiuse. Non è chiuso però lo spettacolo del cielo, non è chiuso l’abbinamento di colori magici che si mescolano al paesaggio dietro alla chiesetta rossa.”

Cerchiamo la JUHLS SOLVSMIE, galleria dell’artigianato scandinavo dell’argento, ma è chiusa fino al 3 gennaio. Andiamo a vedere la chiesa in legno rosso posta in alto su una collinetta. Tutta illuminata, ma chiusa. Il piazzale è una lastra di ghiaccio lucida in cui è impossibile rimanere in piedi.

Torniamo quindi al nostro parcheggio vicino alla COOP, un po’ più riparato di quello dove ci siamo fermati appena arrivati: c’è infatti molto vento anche qui. Facciamo un breve giro alla COOP per cercare salmone fresco, ma non c’è né carne né pesce fresco,  solo surgelato. In giro ci sono più cani che persone! Ma le luci di questo villaggio sparso sulle colline ne fanno un piccolo suggestivo  presepe.

Tutto, qui, è calibrato sui ritmi e sulle abitudini di chi vi abita. Se vai al supermercato, Coop o Rema1000 che sia, è inutile cercare un salmone da acquistare. La gente di qui, infatti, il salmone se lo pesca, non lo acquista. All’inizio si fatica un po’ a entrare in un’ottica diversa, occorre rinunciare per un attimo alle proprie certezze e convinzioni. Ma se si vuole provare davvero a viaggiare entrando in contatto con le realtà che si incontrano allora occorre provare a mescolarsi alle persone e fare come loro. La lingua non aiuta, ma inglese e tedesco sono ormai compresi anche qui.

Il tempo è grigio: assistiamo a una sorta di alba un po’ lontana ma affascinante. Inizia anche a nevischiare. La temperatura è quella giusta, finalmente. E’ stato incredibile vedere la pioggia qui. Un'incredibile tristezza. Le abbiamo tentate tutte per vedere se ci fosse un ultimo, piccolo spiraglio per arrivare su in cima, a Nordkapp. Grazie all’insostituibile aiuto della Redazione di Caravan e Camper e di Elizabeth Ones, direttore dell’Ente Norvegese per il turismo, ho potuto contattare diversi riferimenti qui in Norvegia. Anche oggi, il giorno che la meteo indicava come quello della svolta, ad Alta pioveva copiosamente, a Honningsvag anche e il vento continuava a tirare forte. Non si aspetta un miglioramento fino al prossimo weekend. L’unica evoluzione sembra consistere in un abbassamento delle temperature che dovrebbe riportare neve e clima invernale. L’ultimo contatto, Esbjerg Karlstrom, è stata veramente gentile. Era a Lakselv, proprio dove la nostra avventura in salita si è fermata. Anche questa mattina lassù c’era tempesta… Alla luce di tutto ciò sappiamo che quella decisione, grave e un po’ mortificante, è stata quella corretta.

Karasjok, nonostante il ghiaccio vivo, qualcuno tenta di andare in bicicletta
Strada o pista da pattinaggio?
Case sperdute nel nulla
Il cielo inizia a colorarsi di magia
Verso Kautokeino, si viaggia sul ghiaccio
Spettacoli di fuoco in cielo
Verso Kautokeino, il cielo si filette sul fiume gelato
Verso Kautokeino
Il ponte prima del bivio per la strada 93 verso Alta: l'unico (breve) tratto libero da ghiaccio
Verso Kautokeino
Giochi di nuvole infuocate verso Kautokeino
Entrando a Kautokeino
Kautokeino
Kautokeino
Kautokeino, le ultime luci del giorno
Kautokeino, la chiesa

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