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6 Gennaio 2009 Falun |
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FALUN LUGNET CAMPING Cielo nuvoloso: -5° Lasciamo alle 10,30
il campeggio per visitare
Falun.
Mentre ci rechiamo a vedere la
zona della vecchia miniera di rame,
GRUVA, incontriamo un bel palazzo in
mattoni rossi del 1899. Riusciamo a vedere la Stora Stoten, ossia il grande pozzo grazie ad alcuni osservatori panoramici: questa enorme cavità fu causata dal crollo che si verificò nella miniera durante il XVII secolo: i minatori erano in ferie proprio quel giorno e nessuno rimase ferito nel crollo. Resistendo al vento gelido visitiamo i numerosi edifici della miniera, tutti in legno rosso, compreso quello che contiene una ruota idraulica di 15 metri che serviva per il ricambio dell’aria della miniera. Vediamo anche l’entrata originale della miniera chiusa nel 1992.
Vicino è invece in
funzione una fabbrica che produce il
colore rosso Falun, un sottoprodotto
della miniera utilizzato ancora oggi per
il rivestimento rosso delle case. Ci
spostiamo nel centro di Falun dove
troviamo posto in un grande parcheggio
oggi gratis perché è festa. Un giorno di festa, in una città svedese, è un ottimo giorno per effettuare una visita: pochissimo traffico, ancora meno del solito, parcheggi disponibili, calma e tranquillità. Ne approfittiamo per dare un'occhiata al centro storico, caratterizzato da una chiesa barocca piuttosto vivace nelle tinte (azzurro e giallo, i colori della bandiera), e soprattutto per un canale lungo il quale sorgono numerose casette in legno. Il ghiaccio e la neve coprono tutto: ci sono 14 gradi sottozero ma tutto questo non ferma un vero e proprio esercito di papere che nuotano tranquillamente nel canale prossimo a ghiacciare.
Andiamo a vedere la Kristine Kyrke e passeggiamo nell’isola pedonale attraversata da un canale molto caratteristico. Quasi nessuno in giro, strade e marciapiedi con neve battuta che è candida!
La chiesa domina la grande piazza centrale su cui si affaccia anche il municipio, ha decori barocchi e grandi lampadari, non colpisce più di tanto.
Ci fermiamo a mangiare nel grande parcheggio alle spalle della chiesa, sperando che di trovare una connessione Internet. Ci spostiamo per andare a vedere la Stora Kopparbergs Kyrka, artisticamente più interessante dell’altra chiesa vista questa mattina. Ha volte gotiche in mattoni rossi e decori floreali nelle volte. Un bel crocifisso pende sull’altare. La chiesa risalente al XIV secolo è l’edificio più antico di Falun. Come la maggior parte delle chiese ha il suo cimitero intorno.
Ci siamo goduti
questa cittadina svedese di 50.000
abitanti, pulita e ordinata, dove i
camini sulle case non fumano, la neve
rimane incredibilmente bianca, dove le
luci, natalizie e non, che illuminano le
finestre delle case
rimandano a immagini suggestive.
Fino alle 15,30 c’è stata luce, ciò che
ci ha permesso di godere un po’ di più
della sosta in questa cittadina. Non fa
freddo: -5°. Torniamo a dormire in campeggio, nella zona sportiva. Trovarsi al cospetto di due trampolini da 105 e 90 metri fa un certo effetto, specie se ci si immaginano queste strutture utilizzate e nel pieno dell’attività. Vedendo il ripido pendio illuminato, il parterre finale e l’imponenza di una struttura capace di far volare gli atleti, ci si immagina le sensazioni che gli atleti possano avere quando partendo da lassù si apprestano a lanciarsi per 100 metri di vuoto. Il campeggio Lugnet, che ci ha ospitati per due notti, si trova appena a 3, 400 metri dalle tribune del trampolino e dallo stadio dello sci. Una bella struttura dotata di tutto offerta a un prezzo accessibile.
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