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Lapland WinterXperience - dicembre 2008/gennaio 2009 9 Gennaio 2009
Salen - Lillehammer

SALEN

Cielo nuvoloso, temperatura durante la notte: -3°.

Partiamo verso le 10, con un cielo quasi sereno e una temperatura di +1,5° ! Fa caldo! Lasciamo Salen ripercorrendo la strada verso Salenfjallen: per raggiungere la Norvegia, infatti, occorre passare da qui.

Vedere Salenfjallen con le luci del giorno non cambia l'impressione che avevamo avuto la sera precedente. Molto graziose, invece, le stazioni minori che sfruttano i pendii verso il confine. Nulla a che vedere con le piste e i comprensori sciistici ai quali siamo abituati, ma costruzioni graziose e ben integrate nell'ambiente circostante.

Alla rotonda  dominata da un caratteristico cavalluccio di DALA, DALAMAST, dipinto di un colore verde brillante  e decorato con motivi floreali, simbolo della Svezia, prendiamo di nuovo la direzione per HAMAR., in Norvegia, salendo sulla SALENFJALLEN. Vediamo le piste di LINDVALLEN, tutte uguali, lunghe strisce bianche sulla collina. Si sale verso altri villaggi e impianti e piste per lo sci sulla cima delle colline. Numerose anche le piste per lo sci da fondo. E’l’altopiano dello sci !  Per quasi 20 km stazioni sciistiche  contornate da chalet disposte  in fila lungo la strada  che corre  tra i ripidi pendii delle montagne ( direi meglio colline) e cime piatte: è il paradiso dello sci svedese.

Verso Hamar

La temperatura è di nuovo sotto zero:-6,5°  la strada di montagna offre incantevoli paesaggi di neve e di foreste imbiancate: è tutto “verniciato” di bianco!! La strada pur ghiacciata si lascia  percorrere senza troppi problemi: si vede che ci sono stazioni turistiche perché il fondo stradale è abbastanza buono.

A un certo punto della strada, scendendo, dopo il bivio per RORBACKSNAS, cessa la neve sugli alberi  e la foresta riacquista il suo colore verde/marrone. La strada che corre verso il confine norvegese non ha villaggi e..il fondo è sconnesso, “terra di nessuno” come dice Michel. Entriamo in Norvegia alle 10,30, solo un cartello ci avverte: siamo nella LYORDALEN.  Ci accoglie di nuovo un paesaggio  di neve e di alberi imbiancati e una strada… sconnessa: Michel dice: siamo di nuovo a Kautokeino! Sembra di camminare su una grattugia!!

OSTOY, primo paesetto norvegese, sede della dogana, su questa strada n.25 abbastanza penosa come fondo. La strada scende in una larga vallata  e passato un ponte su un fiume ghiacciato e relativo bivio, diventa percorribile a uan velocità normale . Fuori: -8,5°

Ostoy

Compare il sole in mezzo alle nuvole! Il viaggio verso ELVERUM prosegue sotto il sole, in mezzo a foreste imbiancate, che dovrebbero essere abitate da alci americane e da castori. Il gelo , come un imbianchino, ha dipinto tutto di bianco: tronchi, rami, foglie con uno straordinario ricamo. Sono merletti di neve quelli che il sole fa brillare. Che pittore la natura ! E’ così per chilometri!  A ELVERUM: - 10,5°   alle 12,30 ! Si rivede un po‘ di traffico.

Ci dirigiamo verso Hamar. Situata sulle rive del lago Mjosa, Hamar ospita l'Olympia Hall. Si tratta di una struttura realizzata in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Lillehammer 1994 che ha ospitato le gare di pattinaggio, sia di figura che di velocità. La struttura è a forma di nave vichinga rovesciata: davvero un bell'effetto.

Hamar, l'Olympia Hall 

La Olympia Hall è immensa, quasi sproporzionata nella sua imponenza rispetto alla dimensione della città che conta circa 28000 abitanti. La costruzione, in legno e cemento, è la più vasta costruzione in legno dell'Europa del Nord.

Hamar, il tramonto 

Riprendiamo la strada verso Lillehammer: costeggiamo per una sessantina di chilometri il lago Mjosa, completamente ghiacciato e utilizzato da alcuni bambini come pista da pattinaggio. Il traffico è intenso: la strada che percorriamo, infatti, conduce fino a Trondheim.
Arriviamo a Lillehammer all'imbrunire: attraversando il lago su un comodo ponte ci si trova di fronte ad una vera e propria città ubicata su sette colline. Sembra un presepe, ma ci rendiamo conto che la speculazione edilizia è arrivata anche qui e in maniera copiosa.
Abituati a vedere case sparute, questo pezzo di Norvegia caratterizzato da case costruite sfruttando sempre un muro di un vicino ci lascia un po' perplessi. Anche l'architettura ha pagato pegno: le case originarie, classiche norvegesi, sono sommerse in un marasma di cubi e rettangoli che di primo acchito somigliano a tanti container. Peccato!
Il ghiaccio in terra è notevole: gli pneumatici chiodati sono, una volta di più, essenziali.

Lillehammer, l'Olympia Park 

Seguiamo le indicazioni per il Parco Olimpico: raggiungiamo così il Museo Olimpico Norvegese e lo stadio dell'Hockey. Costruiti per le olimpiadi, sono ben inseriti nella parte bassa della collina che ospita il trampolino olimpico.

Lillehammer, Olympia Park, la fiaccola olimpica

Come al solito, però, gli orari non facilitano le visite: il museo è aperto solo dalle 11 alle 15.
Vista la presenza di una gran numero di divieti decidiamo di pernottare presso il Lillehammer Turistsenteret, campeggio pieno di stanziali raggiungibile al termine di una tortuosa salita sulla neve. Sotto di noi ecco il lago: la sera è chiara, fredda (-18°C), ma si resiste senza problemi.

Lillehammer, il lago ghiacciato visto sal campeggio

Salen, il cavallo di Dala
Da Salen verso Hamar
Da Salen verso Hamar
Salenfjallen
Le piste da sci di Lindvallen
Verso Hamar, ghiaccio
Ostoy, il ponte
Alberi gelati a Elverum
Hamar, l'Olympia Hall
Harmar, il fiume ghiacciato
Da Hamar a Lillehammer, tramonto
Verso Lillehammer, il lago ghiacciato
Lillehammer, Olympia Park, il Museo Olimpico Norvegese
Lillehammer, Olympia Park, il Museo Olimpico Norvegese
Lillehammer, Olympia Park, il Museo Olimpico Norvegese
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