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10 Gennaio 2009 Lillehammer - Oslo |
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LILLEHAMMER, LILLEHAMMER
CAMPING Cielo e tempo
brumoso, “nevischia”, il paesaggio sfuma
nella bruma. Temperatura: - 10°. Anche in questo
campeggio non è in funzione
la struttura estiva di scarico
per i camper e così le operazioni
richiedono tempo e pazienza: è il primo
campeggio in cui le docce sono a
gettone. Mentre andiamo all’OLYMPIAPARKEN il sole fa capolino nella nebbia . Anche qui la speculazione edilizia ha vinto e tutta la collina è stata edificata spesso con pessimo gusto: abitazioni anonime e lunghi caseggiati. Chissà come era prima delle Olimpiadi!
Ritorniamo agli impianti olimpici: il ghiaccio,
presente in gran quantità, impone una
guida attenta. Attenzione anche ai
dossi: non segnalati, e nascosti dal
fondo ghiacciato, sono dei veri e propri
trampolini!
Il trampolino olimpico si trova nella parte alta
del comprensorio: si raggiunge tramite
una strada ghiacciata con pendenza
massima del 14%. Facendo affidamento
sugli pneumatici chiodati e sulla
motricità dello Sprinter imbocchiamo la
strada. Prima un rettilineo, quindi 3
tornanti e si arriva ad un pianoro. La
visione del trampolino è improvvisa e
bellissima. Ecco la vera Lillehammer!
Foto di rito di camper e trampolino e
via, proseguiamo per un altro km per
raggiungere la struttura.
Entrare in questo tempio dello sport mette una
certa emozione: qui hanno trovato posto
migliaia di persone per assistere alle
gare e alla cerimonia di chiusura delle
Olimpiadi. La struttura è splendida: si
sviluppa a sinistra e a destra del
trampolino ospitando centro stampa,
locale per i giudici, tribune e tribune
vip, postazioni di ripresa tv... Tutto,
insomma. I due trampolini affiancati
sono ancora oggi utilizzati: proprio
questa mattina gli atleti locali si
esercitano nel salto. Sono ragazzi, ma
in volo sembrano professionisti! Bravi,
bravi e coraggiosi. Sembra facile, ma
guardarli quando saltano e quando
atterrano mette i brividi. Il colpo di
frusta degli sci all'atterraggio è
impressionante. Su e giù in
continuazione: un salto, in seggiovia e
di nuovo un salto.
Lo spettacolo del
parterre con la torre
per la fiamma olimpica che si
erge alla base dei trampolini nel sole,
mentre sotto Lillehammer è immersa nella
nebbia, è fantastico e entusiasmante.
Una stele ricorda il vincitore
della medaglia d’oro del salto dal
trampolino che è un tedesco.
Non paghi della prima arrampicata, riprendiamo la marcia verso lo stadio del Freestyle, che si trova ancora più in alto. La pendenza è impegnativa, il fondo ghiacciato. Lo Sprinter si arrampica senza problemi e senza esitazioni. Una volta arrivati c'è un po' di delusione: la struttura per il freestyle, infatti, giace inutilizzata e i segni del tempo, qui si vedono tutti.
Proseguiamo sulla E6 nella nebbia per andare a vedere HUNDERFOSSEN, la pista di bob olimpica., 15 km a nord della città. Arrivati in località Hunderfossen, troviamo la pista aperta: una discesa sul bob costa 900 corone, circa 90€. Non male per 2 minuti di adrenalina! La soluzione più economica è il taxibob: è una specie di vasca da bagno in gomma all'interno della quale scendono 4 o 5 persone più la guida. Complice anche la visione di un paio di discese di alcuni turisti russi (discese poco fortunate, molto poco!) decidiamo di desistere.
Torniamo verso Lillehammer con il sole che cerca di bucare la nebbia. Mancano 189 km a Oslo dove siamo diretti. La nebbia fitta ci accompagna quando lasciamo Lillehammer e passiamo sul primo ponte. Il viaggio verso Oslo prosegue nella nebbia purtroppo e il lago sparisce. Le rive ghiacciate di colore grigio argento tendono verso l’azzurro sfumato che prevale verso il largo. Sosta pranzo ad HAMAR nel parcheggio dell’arena. Procediamo verso OSLO attraversando la terra di.. nonno Gelo: poca neve, ma tutto bianco cristallizzato e l’effetto è magico.
Vediamo l’enorme e
lunghissimo cantiere per il raddoppio
dell’autostrada. Il grande lago Mjosa in
prossimità di ESPA non è più ghiacciato.
La neve sta quasi scomparendo, solo una
spruzzata in terra. Il cielo verso sud è
scuro e sembra un cielo di pioggia. La
temperatura è salita a – 2°. Passiamo
l’ultimo ponte sul lago Mjosa alla sua
estremità meridionale. Alle 17,30 arriviamo al BOGSTAD Camping di Oslo: più che un campeggio, un "caro" disastro! Infatti, per sole 290 corone a notte si ha diritto a un campeggio in cui non funzionano l'illuminazione, le piazzole sono cumuli di fango, le docce (a pagamento) quando funzionano sono gelate e, colmo dei colmi, i due centimetri di neve presenti sono stati rimossi e accumulati... sul camper service! Incredibile....” |
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