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LARCOS ARCTIC COAT |
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La cabina di guida del veicolo è sempre la parte meno coibentata: che si tratti di un profilato o di un mansardato, allestititi su cabinato originale in lamiera d’acciaio, o di un motorhome, con cabina ricostruita ma con superficie vetrata di dimensioni maggiorate, questa zona del camper è quella più soggetta al caldo in estate e al freddo in inverno. Le ultime tendenze in fatto di disposizioni interne considerano ormai la cabina una parte integrante dell’abitacolo anche in sosta: l’ampio utilizzo di semidinette anteriori trasversali prevede l’utilizzo delle poltroni anteriori opportunamente girate verso l’abitacolo. Questo utilizzo in sosta si scontra però con la scarsa coibentazione offerta dai lamierati originali delle meccaniche di base: spifferi gelidi, condensa e sensazione di freddo sono quasi inevitabili in questa zona dell’abitacolo. Il freddo è un nemico temibile: meglio fermarlo prima che penetri all’interno del camper. Rendere la cabina di guida perfettamente fruibile anche in sosta non è però difficile: basta potenziarne la coibentazione. La migliore soluzione consiste nell’utilizzare un cappotto di copertura integrale in modo da ricoprire i lamierati d’acciaio con un tessuto ad alto potere coibente. Testati per oltre un mese in Lapponia, gli Arctic Coat Larcos si sono rivelati assolutamente eccezionali. Sottoposti a temperature limite che hanno raggiunto i -33.5°C, hanno assicurato un’adeguata protezione alla cabina di guida e, di conseguenza, agli abitacoli.
Provati su Mercedes-Benz Sprinter e su Fiat Ducato, gli Arctic Coat hanno dimostrato un elevato potere coibente: complice anche l’ottima distribuzione del calore fornita dai nostri impianti di riscaldamento, la differenza di temperatura tra il centro dell’abitacolo e la cabina di guida è stata inferiore ai 2°C. Il tutto senza alcun fenomeno di condensa e senza spifferi. A temperatura esterna di -20°C, in presenza dell’Arctic Coat la temperatura interna al centro dell’abitacolo era di circa 24°C, 22.3°C in cabina di guida. Tolta la copertura isolante, la temperatura interna è scesa a 22.5°C mentre quella in cabina di guida è crollata a 12 gradi con notevoli fenomeni di ghiaccio interno sui cristalli cabina.
Facile da riporre nel proprio sacco, l’Arctic Coat si è dimostrato essere decisamente robusto non patendo né gli effetti di una bufera di vento né temperature particolarmente rigide. Il tessuto, infatti, ha sempre mantenuto una grande elasticità non risultando eccessivamente rigido nemmeno dopo una notte a -25°C. La protezione termica che riesce a fornire, inoltre, non comprende solo l’abitacolo quanto anche il motore: con temperature esterne di -19.3°C, in presenza del cappotto il preriscaldatore motore a gasolio ha impiegato 34 minuti a portare il propulsore in temperatura prima di ridurre la propria potenza, 43 minuti, invece, il tempo occorso senza l’Arctic Coat
Si ringrazia per la gentile collaborazione Larcos - Via Passo Buole 46 - 47100 Forlì (FC) |
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